LI LEVE BYEN VIVAN, ALLELUIA – MAI STATO COSI’ BENE, ALLELUIA

Li leve byen vivan, alleluia
Si è alzato bello vivo…. Mai stato così bene, alleluia

Un po’ come a dire che uno si è alzato pieno di energie e di vita dopo una bella dormita. Mai stato così bene! Il linguaggio semplice della gente povera di Haiti non ha certo categorie teologiche per esprimere il prodigio della Risurrezione di Gesù. In fondo, come ci ha fatto notare Padre Ermes Ronchi, il linguaggio usato dai vangeli è lo stesso. “Si è levato”, si è alzato in piedi”, come noi ogni mattino dal nostro letto. Gli evangelisti stessi non hanno trovato altro linguaggio per descrivere cosa sia successo il mattino di Pasqua se non quello semplice del risveglio, del levarsi in piedi, quello del quotidiano riprendere la vita ad ogni mattino. Così riprendo lo stesso linguaggio pasquale per augurarvi di svegliarvi bene, di sentirvi davvero pieni di forza e di speranza, di stare bene come non mai per riprendere la vita e affrontarla con una gioia nuova e con tanto amore.

Un esempio di risurrezione quotidiana me lo ha dato una ragazzina di 12 anni, Elid. E’ una ragazzina che se è viva è proprio grazie agli aiuti arrivati dall’Italia che mi hanno permesso di rafforzare il servizio sanitario e la cura dei malati. Il responsabile della comunità di Boukan Patryot mi aveva avvisato della malattia di questa bambina e che l’infermiera del locale dispensario dava ormai per spacciata, a meno che fosse stato possibile portarla nel più vicino grosso ospedale di Jean Rabel per tentare qualcosa. Ero stato a visitarla e la conoscevo perché faceva parte del gruppo di bambini in preparazione alla Prima Comunione. Abbiamo subito organizzato il trasporto e grazie alla nostra Jeep è stata portata all’ospedale con urgenza. Il dottore che l’ha visitata ha detto che se avessimo tardato un giorno ancora sarebbe morta. Dopo alcuni giorni di flebo e di cure Elid è guarita ed è tornata piena di forze e di voglia di vivere. Abbiamo poi celebrato la Prima Comunione due settimane più tardi. Poi lei è entrata nel gruppo Kiwo diventandone una presenza tra le più forti ed entusiaste, tanto da meritare un posto come responsabile dei più piccoli.

L’altro giorno è arrivata in parrocchia dopo due ore a piedi da sola, si era messa il vestito della festa per incontrarmi. Aveva una povera borsa semivuota tra le mani. Mi ha sorriso come solo lei sa fare e mi ha detto che voleva parlami di un problema. L’ho fatta sedere, gli ho dato dell’acqua fresca e un piwuili (tipo chupa chupa) e l’ho ascoltata. Mi ha detto che aveva fame, che da giorni non mangiavano un granchè e non c’era più niente in casa di commestibile. Lei vive con una zia anziana, il papà non c’è più da tempo, la mamma se n’è andata inspiegabilmente a Port au Prince dopo che lei era guarita e non ha più dato notizie, ne inviato niente, ne cibo, ne soldi. La zia intanto si è ammalata e ora è lei che cerca di governare la casa, di procurare l’acqua e qualcosa da mangiare. Nella borsa aveva una pannocchia, una cipolla e due piccole patate date da qualcuno. Mi ha davvero sorpreso il coraggio e la forza di questa ragazzina che ha deciso di propria iniziativa di muoversi, di fare tanta strada da sola e di cercare aiuto per la zia. Gli ho dato riso, pasta, fagioli  e olio. Gli ho dato dei soldi per acquistare il resto responsabilizzandola nel darmi il resoconto e ho poi inviato la nostra infermiera a visitare la zia. Dopo che ha fatto tanta strada a piedi e per aiutarla con il carico di cose da portare a casa ho chiesto ad un nostro giovane di portarla con la mia moto a destinazione (e per lei era la prima volta) . Era già sulla moto, quando ad un tratto è scesa, mi ha abbracciato contenta e mi ha dato un bacio sulla guancia, dicendomi grazie. Gli ho detto che se io posso aiutare lei e tanti altri come lei è grazie alla generosità di tanti amici italiani che ci vogliono bene. In questi giorni le farò ancora visita per vedere come va la situazione e accordarmi con il responsabile laico della comunità.

Un altra storia di risurrezione è quella di Chelin una ragazzina di 11 anni che era a Port au Prince il 12 Gennaio 2010, quando il terremoto ha devastato tutto e ucciso quasi 250.000 persone. Tra queste vittime c’erano anche il suo papà e la sua mamma. Lei, che aveva 4 anni all’epoca, è miracolosamente rimasta illesa, non avendo più un familiare in vita,  è stata mandata dalla zia, nel nord ovest di Haiti, a Fouby, una piccola frazione della cappella di Boukan Patryot. Così è stata accolta dai suoi parenti di qui. La zia però non ha mai mostrato molto amore per lei e adesso, che è diventata più grande, gli viene rinfacciato di essere un peso per la famiglia. Così l’altro giorno, mentre ero in visita al cantiere  per la ricostruzione della chiesa della comunità di Fouby crollata con il ciclone, mi ha chiesto un favore. Mi ha detto:” Mon Pè, ho saputo che stai comprando pecore e caprette per aiutare la gente colpita dal ciclone. Non avresti una capretta o una pecorella anche per me? Così mia zia finalmente mi tratterà con rispetto e sarà contenta di me perchè ho portato a casa una pecorella o una capretta. Così non dirà più che sono un peso”. Potete immaginare come questo mi abbia toccato il cuore e dopo aver chiesto maggiori informazioni sulla bambina e aver verificato che davvero le cose stavano come lei diceva (caratteraccio della zia compreso), le ho dato i soldi (circa 3500 gourde, quasi 40 euro) e l’incarico di andare lei al mercato con una sua cugina più grande per acquistare una bella pecora. Due giorni dopo sono tornato da quelle parti per incontrare Chelin e fare due foto. La pecora scelta è anche incinta e presto darà alla luce uno o più agnellini. Le ho chiesto se adesso la zia è contenta di lei. Mi ha detto. ” mon Pè, adesso mi tratta benissimo e non mi rinfaccia più niente. Mi sembra di vivere in un’altra famiglia. Grazie tantissime mon Pè!”. Come non rinviare questo grazie a tutti voi che ci avete inviato fondi per restituire a tante famiglie qualcuno degli animali persi nella strage provocata dal ciclone?

Ecco le risurrezioni di ogni giorno, ecco che cosa è per me il LEVE BYEN VIVAN che continua nella storia di ogni giorno, in ogni angolo nel mondo. Gesù risorge là dove una generosità riaccende e rende possibile un nuovo slancio di vita, dove un gesto di attenzione e di cura è capace di far uscire da una situazione difficile se non disperata. Là dove si incoraggia  il non arrendersi e sedersi difronte alla povertà e alla miseria.

Buona Pasqua a tutti e a tutte. Che la Pasqua sia il risveglio più bello per tutti noi.

Spero di riuscire a inviare altre informazioni con il nostro blog, ma soprattutto arrivederci in Italia a fine di questo mese. Arriverò giovedì 27 Aprile e ripartirò verso fine maggio. Sarà bello vedervi e ringraziarvi di persona.

 

Un pensiero su “LI LEVE BYEN VIVAN, ALLELUIA – MAI STATO COSI’ BENE, ALLELUIA

  1. Laura

    È sempre tanto emozionante leggere le tue parole don Levi … grazie! e cari auguri a te a tutti i tuoi cari …. ti aspettiamo!
    Laura Francesco Silvia Max

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