MUSICA E LACRIME

MUSICA E LACRIME

Da ieri sera, per tutta la notte, fino a questa mattina, nella zona vicino a noi, abbiamo sentito sprigionarsi il suono continuo di musica e di canti. Certamente non ha giovato al nostro riposo. Pensavamo che fosse una celebrazione di qualche chiesa carismatica o protestante, una specie di veglia di preghiera che poi diventa una festa. Ma una cosa del genere non dura mai così tanto e non ci sembrava di aver sentito qualcosa simile alla preghiera.
Da noi, in Italia, sarebbero già intervenuti i vigili, i carabinieri e anche la polizia per far interrompere tutto questo schiamazzo in nome di un rispetto per la quiete pubblica.
Ma qui siamo ad Haiti. Ho chiesto a don Noli e a don Mauro se sapevano qualcosa e mi hanno dato la spiegazione: si è trattato della veglia per un defunto. Loro usano vegliare per tutta la notte e a volte anche per più di un giorno invitando parenti, amici e vicini per fare festa, ascoltare musica, ballare, magari ubriacarsi. Il defunto è lì ben nascosto da qualche parte, l’importante è scacciare ogni negatività della morte con un surplus di vita e di “spensieratezza”. In verità non mancano le lacrime e tutto l’aspetto del dispiacere per la persona cara che viene a mancare. Se sono cattolici praticanti chiamano il sacerdote per una benedizione e la recita del rosario. A Dicembre, durante il breve sopralluogo ad Haiti, ho partecipato ad una preghiera per un defunto. Quando siamo arrivati alla casa il parente più responsabile ci ha fatto largo tra la folla festante, anche con una certa difficoltà a trovare dove passare, per entrare poi nella stanza dove un gruppo di persone ha detto con noi il rosario.
C’era la commozione di qualcuno e la preghiera è stata ben partecipata. Ma là fuori c’era di tutto: musica, vociare di persone, urla, risate, … Tutto questo vissuto nella più assoluta spontaneità e senza disagio o disappunto per nessuno, né per chi era dentro a pregare, né per la stragrande maggioranza che era fuori a far festa. Lacrime e musica, morte e festa, preghiera e allegria, tutto può stare insieme ad Haiti.

Don Noli e don Mauro ripetono spesso a don Claudio e al sottoscritto, che prima di tutto c’è tanto da capire e che il primo servizio da rendere loro è il saper ascoltare, capire, rispettare… Liberarsi da pregiudizi e da schemi mentali, darsi tanto tempo per cogliere il cuore della loro cultura e spiritualità.

Così, in attesa di scoprire i tanti “PAESAGGI UMANI” che Haiti offre, vi metto a disposizione le foto di alcuni paesaggi, naturali e non, che ho potuto immortalare in questi primi giorni.

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