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NWEL  LA SAN LIMIT YO
IL NATALE SENZA LIMITI

Superare i limiti si può, ecco la sensazione che provo nell’essere immerso in tanti bei lavori che cambieranno la qualità della vita dei nostri parrocchiani haitiani… Quando ho iniziato a Dicembre del 2015, vedevo come un limite tutti gli edifici semi-diroccati a causa di una quindicina di anni di abbandono, i tetti scheletriti con qualche pezzo di lamiera arrugginita miracolosamente rimasta su e in balia dei colpi di vento che componevano l’abituale sinistro concerto notturno di scricchiolii, attriti metallici e i vari tam-tam di parti penzolanti che sbattevano tra loro. Mi dicevo: beh, adesso inchiodiamo bene quella lamiera, evitiamo che quel muro crolli del tutto in attesa di metterci mano sul serio, togliamo dalla vista tutto il materiale sparso a terra e in ogni angolo, mettiamo un po’ di terra e ghiaia da dove si formano pozze d’acqua e fango nel cortile… così ho cominciato a far qualcosa, superare qualche limite nel piccolo di quanto potevo fare e far fare… Da allora tanto è stato fatto e mi sembra incredibile constatare tutti i progressi raggiunti… Gli edifici parrocchiali rimessi in condizioni dignitose e solide, tetti, muri, armadi, banchi, lavagne, sedie, servizi igienici, un minimo di abitabilità per me sul retro della chiesa, con due stanzette e un cucinino, poi l’ufficio parrocchiale e l’ufficio per il sacerdote, le due cisterne sotto la chiesa rimesse in sesto, più una nuova per la scuola, lo spazio cucina per la mensa scolastica e le riunioni dei gruppi o le feste. Il nuovo tetto del dispensario, il sistema con i pannelli solari e le batterie per dare la corrente… e poi quattro chiese ricostruite dopo i disastri combinati dall’uragano Matthew, altri tre dispensari riaperti e risistemati nelle zone più remote del territorio parrocchiale, l’avvio delle tante attività caritative, come il magazzino alimentare per sfamare i più poveri, il progetto caprette, il progetto Selfina con le adozioni a distanza, il servizio sanitario a domicilio, la formazione di operatori Caritas distribuiti in tutte le 17 comunità della parrocchia. Poi c’è tutta l’attività pastorale che si è sviluppata in diverse direzioni, in particolare quella formativa per i responsabili delle comunità e dei gruppi, la scuola della Fede per gli adulti, gli incontri mensili per i leader dei giovani, il gruppo Kiwo ormai presente in tutte le 17 comunità….

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Nella nostra breve visita di soli 10 giorni ad Haiti, abbiamo fatto tappa da Padre Crescenzo che dirige l’ospedale dei Camilliani a Port au Prince. I Camilliani, che come missione curano i malati e i poveri, sono ad Haiti dal 1995. Nel 2001 hanno costruito un ospedale dedicato ai bambini ma, dal terremoto, si occupano anche degli adulti.
La scossa non ha colpito la struttura dell’edificio ma ha fatto crollare sul pavimento tutte le attrezzature, provocando molti danni. In due giorni l’ospedale era tornato completamente operativo e da subito aveva accolto centinaia di feriti che dovevano essere suturati e operati.
Padre Crescenzo, simpaticissimo  e affabile, collabora con grande disponibilità e generosità con le nostre missioni di Mare-Rouge e Ti-Riviere. Offre ospitalità per vitto e alloggio quando si arriva in capitale per sbrigare varie commissioni. In questo stesso ospedale vengono portati i malati più gravi delle nostre parrocchie per cure e operazioni.

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